Anti-Money Laundering Policy2019-06-06T09:06:03+00:00

Anti-Money Laundering Policy

MistralPay riserva particolare attenzione alle politiche volte a prevenire il coinvolgimento dell’Istituto in fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo internazionale.

Per questo motivo si è dotata di apposite regolamentazioni, procedure, programmi di formazione interna, attività di monitoraggio e controlli volti a garantire, da parte di tutto il personale dell’Istituto di pagamento, il rispetto delle vigenti normative nazionali e sovra nazionali.

Normativa di riferimento

La normativa nazionale di riferimento si fonda sul decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231, così come modificato dal decreto legislativo del 25 maggio 2017 n.90, che dà attuazione in Italia alle disposizioni della Direttiva 2015/849/CE relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e contiene le norme e le procedure dirette al corretto assolvimento degli obblighi antiriciclaggio da parte dei soggetti obbligati.

Per una completa identificazione ed un’adeguata conoscenza del cliente e dell’eventuale titolare effettivo, le nuove disposizioni richiedono la raccolta di informazioni ulteriori rispetto a quelle già richieste in fase di censimento anagrafico, anche nei confronti della clientela già acquisita. La normativa impone al cliente di fornire, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per consentire all’Istituto di Pagamento di adempiere ai nuovi obblighi di adeguata verifica e prevede specifiche sanzioni nel caso in cui le informazioni non siano fornite o siano false.

La raccolta dei dati ed il relativo utilizzo ai fini di adeguata verifica della clientela viene operato da Mistral Pay Ltd, iscritta presso Banca d’Italia all’Albo Istituti di Pagamento Art.14-Septies TUB con numero 79, ABI 36061. Le informazioni fornite saranno inoltre utilizzate al fine del corretto assolvimento della normativa in materia di trasparenza bancaria di cui al titolo VI del decreto legislativo 385/1993 ed alle relative disposizioni attuative nonché della raccolta e del trattamento dei dati ai fini fiscali, che prevedono per gli istituti di pagamento obblighi informativi differenziati in funzione delle categorie di appartenenza della clientela.

Le autorità a livello nazionale chiamate a vigilare sul rispetto della normativa sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Ufficio di Informazione Finanziaria, le autorità di vigilanza dei singoli settori dei soggetti sottoposti all’applicazione della normativa, la Direzione Investigativa Antimafia e la Guardia di Finanza.

Adempimenti Antiriciclaggio

In particolare, MistralPay, per il controllo e il contenimento del rischio di riciclaggio e finanziamento al terrorismo:

  • effettua una valutazione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo tenendo conto dei fattori di rischio associati alla tipologia di clientela, all’area geografica di operatività, ai canali distributivi e ai prodotti e i servizi offerti;
  • definisce chiaramente, ai diversi livelli, i ruoli, i compiti e le responsabilità in materia nonché predispone procedure finalizzate a garantire l’osservanza degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione di operazioni sospette e la conservazione della documentazione e delle evidenze dei rapporti e delle operazioni;
  • si astiene dall’apertura di un nuovo rapporto, dall’esecuzione di un’operazione occasionale o dal mantenimento di un rapporto in essere nel caso non sia possibile completare l’adeguata verifica o sussista il sospetto di riciclaggio;
  • istituisce una Funzione Antiriciclaggio incaricata di sovraintendere all’impegno di prevenzione e gestione del rischio di riciclaggio e finanziamento al terrorismo;
  • nomina un responsabile della Funzione Antiriciclaggio privo di deleghe operative;
  • formalizza l’attribuzione delle responsabilità per la segnalazione delle operazioni sospette e per le comunicazioni oggettive;
  • definisce un’architettura delle funzioni di controllo coordinata anche attraverso flussi informativi;
  • responsabilizza il personale dipendente e, ove presenti, i collaboratori esterni;
  • verifica il rispetto da parte del personale e dei collaboratori delle procedure interne e degli obblighi normativi;
  • adotta procedure per la segnalazione al proprio interno da parte di dipendenti o di persone in posizione comparabile di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.